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AMBIENTE IERI IL VOTO ALL’UNANIMITÀ: D’ACCORDO MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE Sparisce il paesaggio protetto, la tutela solo su 4 “isole” Un parco che non c’è, al massimo, ottimisticamente, un parco fantasma. Comunque all’italiana. Non è rimasto molto da ieri mattina del Parco naturale regionale delle Alpi liguri, dopo il voto all’unanimità del Consiglio regionale che, indifferente al polverone sollevato dall’inchiesta sui finanziamenti europei e che coinvolge anche consiglieri regionali, ha avuto tutto il tempo di cancellare con un colpo di spugna, il «paesaggio protetto» dell’area appena creata e oggi già ridotta ai minimi termini. Una necessità avvertita indistintamente da maggioranza e minoranza, dopo la sentenza della Corte Costituzionale dei giorni scorsi che - dopo il ricorso di Wwf, Lipu, Italia Nostra, Lac - ha giudicato illegittima la caccia nelle zone protette del Parco, così come avviene in tutte le parti del mondo (quando mai si va a caccia nelle aree naturali protette?). |
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Il senatore bergamasco Valerio Carrara all'attacco delle associazioni che si occupano di tutela dell'ambiente e degli animali e che si oppongono alla caccia: «Occorre fare chiarezza sui finanziamenti che ricevono le associazioni animaliste e ambientaliste, che si battono per l'abolizione della caccia fino all'accanimento e alla demonizzazione dei cacciatori», spiega. Carrara, responsabile del dipartimento caccia del Pdl, è intervenuto in Senato per sollecitare una risposta a una sua interrogazione, in cui chiedeva informazioni su come si finanziano queste associazioni. Carrara ha puntato il dito contro gli «attacchi ingiustificati e immotivati» ai cacciatori, «una categoria di cittadini onesti che vanta il primato di avere tutti i suoi componenti con la fedina penale pulita, e un settore che sta attraversando una grave crisi. |
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SESTO AL REGHENA. Sesto al Reghena ospita un corso organizzato dalla Provincia di Pordenone sulla caccia di selezione: una materia di grande interesse tra gli appassionati dell’arte venatoria. Le prime serate si occuperanno di biologia ed etologia, riferite alle diverse specie: cinghiale, capriolo, daino, muflone, cervo, camoscio. Il corso proseguirà con approfondimenti in materia di veterinaria e cani da traccia ma anche armi, balistica e ottica, per concludersi con esercitazioni e l’esame finale di abilitazione. Più di 40 i partecipanti alla prima serata durante la quale il docente, il dottor Massardi, ha chiarito i fondamenti dell’ecologia; presente il sindaco Ivo Chiarot, il quale ha sottolineato il ruolo dei cacciatori, al pari degli agricoltori, quali primi “guardiani” dell’ambiente. (c.l.) Il Messaggero Veneto 18/11/09 |
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