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FUCECCHIO:"i cacciatori perdono la loro battaglia" PDF Stampa E-mail

 Padule, i cacciatori perdono la loro battaglia. Nascosti: «Metodo sbagliato»
LE RICHIESTE importanti delle associazioni della caccia, contrarie ad un'estensione dell'area protetta del Padule di Fucecchio, non sono state accolte. L'apposita commissione provinciale ne ha discusso, in vista dell'approvazione del piano delle aree protette. Questo niet' deciso ha incontrato le critiche di Nicola Nascosti, (foto) consigliere provinciale Pdl, anch'egli contrario a questa estensione: «Noi spiega eravamo favorevoli alle richieste delle associazioni. Alcune parti delle quali sono state accettate nel corso della discussione, ma di fatto non quelle sostanziali». Le associazioni sono Arcicaccia Toscana, Federcaccia Toscana, Anuu delegazione Toscana. Criticavano il metodo con cui è stato stipulato e firmato l'accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche del basso e medio Valdarno e del Padule. Accordo,

veniva spiegato, «firmato dal sindaco di Fucecchio, sia per conto del Comune e sia per conto del Circondario, senza peraltro minimamente consultare le parti sociali, e prendendo l'impegno anche per conto della Provincia, che non risulta firmataria, di ampliare la Riserva Naturale». Le associazioni venatorie aggiungevano altre osservazioni: la proposta di ampliamento, così come formulata, prevede una superficie complessiva finale della Riserva Naturale di oltre 150 ettari; viene ricordato che il cratere palustre, parte fiorentina, ha una superficie di circa 390 ettari. Pertanto, si andrebbe a porre in divieto di caccia circa il 40% della superficie palustre, ben oltre il limite del 30% a divieto previsto della legge regionale 3 del '94 nell'ottica di una equa ripartizione sul terreno dei divieti di caccia. Secondo le associazioni, ci sarebbe anche il rischio di trovarsi un «canneto abbandonato» in buona parte della riserva, con costi di gestione «insostenibili». Per ciò che riguarda la richiesta di "non" ampliare la riserva, non è stata accolta perché sarebbe in contrasto con le prescrizioni regionali dettate nel IV Programma delle Aree Protette, secondo la delibera del consiglio regionale 154 del 23 novembre 2004.
La Nazione, (Empoli) 03/02/2010

 
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